Anastomosi linfatico-venosa (LVA) a Roma: cos'è e come funziona

L'anastomosi linfatico-venosa (LVA), conosciuta anche come bypass linfatico venoso, è una delle tecniche chirurgiche più avanzate disponibili oggi per il trattamento del linfedema.

Si tratta di un intervento di supermicrochirurgia mini-invasivo che ripristina il drenaggio linfatico naturale, riducendo il gonfiore e migliorando la qualità di vita del paziente.

A Roma, il Dott. Luca Patanè esegue la LVA presso alcune delle strutture ospedaliere più qualificate della capitale, con una pianificazione preoperatoria guidata dalla linfografia con verde di indocianina (ICG) e l’utilizzo dell’ecografia ad alta frequenza o, in casi selezionati, ad altissima frequenza.

Cos'è la LVA?

La LVA è una procedura di supermicrochirurgia che collega direttamente i vasi linfatici ostruiti a piccole vene superficiali vicine, creando un canale di drenaggio alternativo. In questo modo la linfa, che non riesce più a defluire correttamente a causa del danneggiamento del sistema linfatico, viene reindirizzata nel circolo venoso, bypassando il tratto ostruito e riducendo l’accumulo di liquido nei tessuti. A differenza della chirurgia escissionale, che rimuove il tessuto accumulato, la LVA agisce sulla causa fisiopatologica del linfedema: non si limita a trattare gli effetti visibili della malattia, ma interviene sul meccanismo che li produce. È per questo che viene definita chirurgia “fisiologica”.


Come si svolge l'intervento

La LVA viene eseguita in anestesia loco-regionale, il che la rende ben tollerata anche da pazienti che non possono sottoporsi ad anestesia generale. L’intervento dura mediamente tra le 2 e le 4 ore, a seconda del numero di anastomosi da eseguire e delle caratteristiche anatomiche del paziente.

La fase preoperatoria è fondamentale: mediante la linfografia con verde di indocianina (ICG), il chirurgo mappa in tempo reale il flusso linfatico superficiale dell’arto colpito, identificando i vasi linfatici ancora funzionanti e i punti più adatti in cui eseguire le anastomosi. Questa mappatura viene effettuata direttamente in sala operatoria, immediatamente prima dell’intervento.

Durante l’intervento, attraverso piccole incisioni cutanee di pochi centimetri (massimo 3), il chirurgo collega i vasi linfatici selezionati alle venule superficiali adiacenti utilizzando suture di dimensioni submillimetriche, visibili solo con l’ausilio di microscopi operatori ad altissimo ingrandimento. Il numero di anastomosi eseguite varia tipicamente tra 2 e 5 per arto.

Il decorso postoperatorio è generalmente rapido: il paziente può tornare a camminare nella stessa giornata e viene dimesso entro 24-48 ore. È fondamentale proseguire con la terapia compressiva nelle settimane successive all’intervento.

Indicazioni

Chi può beneficiarne?

La LVA è particolarmente indicata nelle fasi iniziali e intermedie del linfedema (stadi I e II secondo la classificazione ISL), quando i vasi linfatici sono ancora sufficientemente funzionanti da poter essere anastomizzati. Nei casi più avanzati, con fibrosi estesa dei tessuti, l’efficacia della procedura può essere ridotta.



Principali indicazioni

  • linfedema dell’arto superiore post-mastectomia o dopo linfoadenectomia ascellare
  • linfedema dell’arto inferiore dopo trattamento di tumori ginecologici, urologici o melanoma
  • linfedema primario degli arti inferiori in fase non avanzata
  • linfedema con episodi ricorrenti di cellulite o linfangite
  • pazienti che desiderano ridurre il carico della terapia compressiva quotidiana

La candidatura all’intervento viene valutata caso per caso, sulla base della stadiazione clinica, della mappatura linfatica ICG e delle condizioni generali del paziente. Non tutti i pazienti con linfedema sono candidati alla LVA: la valutazione specialistica è il primo passo indispensabile.

Risultati attesi

I risultati della LVA variano in base allo stadio del linfedema, all’età del paziente e alla qualità dei vasi linfatici disponibili per l’anastomosi. In generale, la letteratura scientifica riporta una riduzione significativa del volume dell’arto nel 70-80% dei pazienti trattati nelle fasi iniziali e intermedie.

I benefici più frequentemente riportati includono:

  • riduzione del gonfiore dell’arto, misurabile in termini di circonferenza e volume
  • diminuzione della sensazione di pesantezza e tensione
  • riduzione della frequenza e della gravità degli episodi infettivi (cellulite, linfangite)
  • riduzione del numero di sedute di linfodrenaggio manuale necessarie
  • in una parte dei pazienti, riduzione o eliminazione della necessità della guaina elastocompressiva

È importante sottolineare che la LVA non è una cura definitiva per il linfedema, ma un trattamento che ne migliora significativamente il controllo a lungo termine. I risultati tendono a stabilizzarsi nei mesi successivi all’intervento e possono migliorare ulteriormente nel corso del primo anno.

7 giorni post anastomosi linfatico-venosa
Doppia anastomosi linfatico venosa end-to-side con reflusso venoso. Al rilascio della clamp, ottima pervietà delle anastomosi e buon wash-out

Rischi ecomplicanze

La LVA è considerata un intervento sicuro e ben tollerato, con un profilo di rischio significativamente inferiore rispetto alla chirurgia escissionale. Trattandosi di incisioni molto piccole e di un intervento condotto in anestesia loco-regionale, le complicanze maggiori sono estremamente rare.

Le possibili complicanze includono

  • infezione della ferita chirurgica
  • ematoma o sieroma nelle sedi di incisione
  • mancata pervietà di una o più anastomosi
  • risultati subottimali nei pazienti con linfedema avanzato o fibrosi estesa

Come per qualsiasi intervento chirurgico, la valutazione preoperatoria accurata e la scelta del paziente candidato sono fondamentali per minimizzare i rischi e ottimizzare i risultati.

Domande frequenti sulla LVA

No. La LVA è un trattamento efficace che migliora significativamente il controllo del linfedema, ma non ne rappresenta una cura definitiva. Nella maggior parte dei casi consente di ridurre il gonfiore, diminuire il carico terapeutico quotidiano e migliorare la qualità di vita. Il linfedema rimane una condizione cronica che richiede una gestione continuativa.

Dipende dal paziente e dai risultati ottenuti. In una parte dei casi la necessità della compressione si riduce significativamente o si elimina. In altri casi la calza elastica rimane parte integrante del piano di trattamento. Il follow-up postoperatorio è fondamentale per valutare l’evoluzione e adattare la terapia.

Il numero varia tipicamente tra 2 e 5 per arto, a seconda delle caratteristiche anatomiche del paziente e dei risultati della mappatura ICG preoperatoria. L’obiettivo è creare un numero sufficiente di canali di drenaggio alternativi per ottenere una riduzione stabile del gonfiore.

Il recupero è generalmente rapido. Il paziente può riprendere a camminare nella stessa giornata dell’intervento e viene dimesso entro 24-48 ore. Il ritorno alle normali attività quotidiane avviene tipicamente entro 1-2 settimane. È fondamentale proseguire con la terapia compressiva nelle settimane successive e seguire il programma di follow-up indicato dal chirurgo.

Sì. In casi selezionati la LVA può essere combinata con il trapianto di linfonodi vascolarizzati (VLNT) in un unico intervento, per ottenere un effetto sinergico. La scelta della strategia chirurgica più appropriata viene definita caso per caso sulla base della valutazione clinica e della mappatura ICG.

Il Dott. Luca Patanè esegue la LVA presso l’Ospedale San Camillo Forlanini, il Salvador Mundi International Hospital e il Paideia International Hospital a Roma. Per una prima valutazione è possibile prenotare una visita specialistica presso lo Studio Medico Alessandria o le altre sedi.

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